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MINESTRONE DI FINE ESTATE AI TENERUMI




MINESTRONE DI FINE ESTATE AI TENERUMI

Arriva Settembre e stranamente ci si ritrova seduta sulla sedia sgangherata del balcone a fare bilanci. Quello che è stato, le strade intraprese, le cadute di cui ancora si portano i segni, gli occhioni lucidi e tutte quelle pacche sulla spalla che ti sei data per darti coraggio.
La vita non smette mai di insegnarmi qualcosa, così come non smette di ricordarmi che le cose non accadono solo perché le desideriamo fortemente. Stringere forte i desideri è come tenere stretto il fiato in un pugno. Spezzato, interrotto, irregolare. Ma quando lo senti avverti come un bisbiglio sul quale vuoi soffiare.
E ti adagi su quello che resta contando uno ad uno i passi, come i minuti che si accavallano ai minuti.
Ti siedi ripensando ai sorrisi di chi ami e che, ti cullano ogni giorno come la sveglia di un mattino che ha un sapore ancora da sentire.
Rifletti che ogni cosa intorno a te, sa di te.
Il caffè della mattina che sembra quasi portare lo stesso sapore che creava nonna e che, ineluttabilmente mi catapulta a casa. Il ripiano della mia cucina, scelto e comperato con immenso sacrificio e amore dove preparo, disfo e poi assaggio.
Mi adagio su una bella sensazione perché so che mi farà compagnia nei momenti bui, me ne prendo cura e ascolto ciò che ha da dirmi.
Ho imparato ad ascoltare quando la frenesia di quel che avevo intorno suggeriva di parlare, e nel silenzio raccontavo ciò che vedevo.
Ho scelto di indossare i colori, forse un abito o tutt’al più in un piatto. Li ho scelti perché cambiano sempre, e mai smettono di disegnare.
Raccontano storie che apparentemente sembrano le stesse, ma in realtà sono diverse.
Questo minestrone di fine estate ha i consigli di mamma, i segreti di nonna, e l’odore di buon sapore che resta sui polpastrelli. E che non andrà via neppure lavandosi le mani.

C’è un momento in cui perfino il mercato si veste di verde. Lo fa con le zucchine lunghe, con la dolcezza dei cetrioli, le insalate ricce, ruvide, rugose…c’è nelle bietole, nelle mele, nella verdura di stagione raccolta nelle campagne. Sul mio blog trovate già qualche ricetta con i tenerumi, delle foglie tenerissime provenienti dalla pianta della zucchina. Di solito ci preparo una spaghettino sminuzzato come fosse una minestra di pasta. Stavolta, volevo raccontarvelo proprio nella sua semplicità.

 

Minestrone di fine estate ai tenerumi.
1 mazzo di tenerumi
1 cestino piccolo di pomodoro
1 melanzana
2 carote
1/2 cipolla
Sale
Pepe
Olio extra vergine di oliva
Basilico

Come procedere:
Pulite i tenerumi prendendo soltanto le foglie e le cime più tenere.
Lavate i tenerumi più volte fino a quando l’acqua non sarà pulita, poi scolateli e sminuzzateli.
Tagliate a piccoli tocchetti la melanzana, la carota, affettate la cipolla e il pomodoro se preferite.
Riempite una pentola con l’acqua e quando bolle versateci prima le verdure insieme alla cipolla e poi le foglie di tenerume. Aggiustate di sale, pepe, un filo di olio extravergine d’oliva e servite.

 

 

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