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BUDÍN DE PAN




BUDÍN DE PAN

Mi perdo via facilmente.

Galleggio a lungo senza gravità nello spazio siderale. Se non ci fosse qualcuno o qualcosa a farmi tornare alla realtà, potrei volare all’infinito. Ho bisogno di scadenze per portare a termine quello che incomincio, altrimenti i miei tempi si dilaterebbero senza fine. Passo le giornate a fare mille cose. A me il tempo non basta mai. Scatto due fotografie, che inevitabilmente non mi piaceranno, mentre preparo una torta per ricevere un’amica che non vedo da tempo.

Mi chiama Giona. L’incontro al liceo è durato più del previsto. Ha perso il pullman. Spengo il forno e lascio l’impasto a metà, la torta deve aspettare.

Metto le scarpe, il giubbino di pelle e scendo in garage.

Prima di salire in macchina Iacopo mi ricorda che ha un allenamento straordinario di calcio. Risalgo di corsa le scale e controllo la tuta stesa sul balcone, è ancora umida. La butto in asciugatrice.

Riscendo. Mentre accendo la macchina mi chiama Ginevra: “mamma ho invitato Angela a cena”. Siamo felicissimi. Lei ormai è parte della nostra famiglia.

Cerco di fare mente locale sulla lunga lista delle cose che non piacciono a Angela. Il menù previsto per la cena non va bene. Mi sa che al ritorno dal liceo faccio un salto al supermercato.

Prendo Giona al volo. Ancora prima di salutarmi collega il suo telefono alla macchina, lui è sempre il mio dj durante la guida. Adoro la sua musica.

Una delle nostre canzoni preferite viene interrotta dalla chiamata di Germano.

Mi ricorda la sua riunione delle 21. Bisogna cenare presto.

Chiamo Gine e le chiedo di essere a casa non più tardi delle 20. Ci teniamo a mangiare tutti insieme.

Ci fermiamo al supermercato il tempo necessario per comperare le due cose che piacciono ad Angela.

Si sta facendo tardi e Iacopo non può assolutamente arrivare tardi all’allenamento, il mister è molto severo sulla puntualità.

Ho 10 minuti per ricontrollare la tuta, finire la torta e arrivare in tempo al campo.

Entro dritta in cucina. Accendo il forno, appoggio la borsa sulla sedia e, senza neanche togliermi il giubbino, mi lavo le mani. Aggiungo la farina e il lievito che mancavano.

La torta è pronta, ma è di mele. A Angela non piacciono, devo preparare qualcos’altro per lei.

Mentre aspetto che il forno arrivi a temperatura, prendo tutti gli ingredienti per preparare alcuni cookies. Lei ne va matta. Ho ancora 6 minuti, ce la posso fare.

Preparo velocemente l’impasto. Mi chiama la mia amica. La metto in viva voce, non posso perdere neanche un minuto.  Sta per arrivare, “alle 17.10 sono lì”. Perfetto. Ho il tempo di portare Iacopo e rientrare.

Metto l’impasto dei cookies in frigo.

Guardo il forno. Ha raggiunto la temperatura. Divido l’impasto della torta in due stampi piccoli, cosi cuoce più velocemente. Inforno e metto il timer.

Chiedo a Iacopo di sbrigarsi. Ha quasi finito. Per guadagnare tempo, mentre si mette le scarpe, tolgo la macchina dal garage.

Lo porto al campo. Arriviamo al pelo, come ogni giorno.

Torno a casa. Non faccio in tempo a parcheggiare che suona il campanello. La mia amica è arrivata.

Ci abbracciamo e corriamo su. Si sente il profumo di mele e cannella. Le torte sono sicuramente pronte.

Metto su la moka. Lei non smette un secondo di parlare. Mi piace tantissimo ascoltarla.

Passiamo quasi due ore a chiacchierare. Il tempo vola. La moka è vuota, le torte dimezzate, i nostri cuori soddisfatti.

È ora di andare a prendere Iacopo.

Ci salutiamo. Prima di andare via tolgo dal frigo l’impasto dei cookies e accendo il forno.

Arrivo al campo. Sono tutti pronti tranne Iacopo. È sempre l’ultimo a finire la doccia.

Torniamo a casa e, mentre lui si asciuga i capelli e sistema il borsone da calcio, chiedo a Giona di darmi una mano in cucina.

Prepariamo antipasti di pesto e sfoglia, scaloppine al limone, patate al forno, pere al marsala e cookies. Tutto insieme, rischiando di mettere il vino nei biscotti e i chiodi di garofano nel pesto.

Le campane della Rocca suonano le otto.

Il nostro cortile si illumina con i fari delle macchine di Germano e Ginevra, che neanche a farlo apposta, arrivano insieme.

Salgono le scale parlando allegramente. Aprono la porta e, all’unisono, ci salutano con un bel sorriso.

Angela lascia per terra i suoi bagagli, si ferma a dormire, forse per qualche giorno, si vedrà.

Come ogni volta, si scusa per il disturbo. “Nessun disturbo, ci piace che tu ci venga a trovare”. Pugliese in anima e cór, Angela è una ragazza che porta sempre allegria.

La cucina è invasa da profumi, colori e voci. Finiamo di cucinare tutti insieme, in mezzo a sane e divertenti discussioni.

Ci sediamo a tavola e per un po’ mi perdo via.

Come se stessi galleggiando in mare, sento in sottofondo le loro risate, vedo le loro mani e bocche muoversi.

Uno versa l’acqua, l’altro taglia il pane.

Ginevra da una pacca sulla spalla a Giona, probabilmente ha fatto una battuta su di lei.

Iacopo sorride osservando i suoi fratelli. Pende dalle loro labbra.

Scoppia una risata. È Angela.

Germano mi guarda e capisce che sono persa. Mi tocca la mano, quasi ad accompagnare il mio momento.

Si parla di università, di amori, di ricette, di figli, della voglia di mare, di qualche aneddoto a scuola. Si parla semplicemente di vita.

Osservo tutta la scena da fuori.  Guardo uno a uno lentamente, esamino i loro gesti, interpreto i loro sentimenti e sorrido… io la mia vita la voglio sempre così!

 

BUDÌN DE PAN ( stampo a ciambella di 26 cm )

 

Di cosa avete bisogno:

250 g di zucchero semolato

470 g di pane (quello che preferite, raffermo o carré, con o senza scorza)

6 uova medio grandi

1 lt di latte parzialmente scremato (o, se preferite, intero)

250 gr di zucchero di cann

1/2 baccello di vaniglia

scorza grattugiata di un limone

Opzionale

100 g di noci tritate grossolanamente

100 g di uva passa in ammollo per qualche minuto nel rum

Dulce de leche q.b.

 

Come si prepara

Tagliate il pane a cubetti (con o senza la scorza, come preferite, io la lascio) e mettetelo in ammollo nel litro di latte. Lasciatelo riposare per qualche minuto. Nel frattempo preparate il caramello. Versate i 250 grammi di zucchero semolato direttamente sullo stampo e mettetelo sul fuoco medio basso. Muovete lo zucchero di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, per aiutarlo a sciogliersi. Cuocete finché tutto lo zucchero abbia preso un colore dorato e si sia sciolto completamente. Spegnete quindi il fuoco e lasciate raffreddare. In un contenitore a parte mescolate con una forchetta le uova con lo zucchero di canna, i semi di vaniglia e la scorza grattugiata del limone. Aggiungete il pane con il latte e, se volete, anche le noci tritate e le uvette precedentemente lasciate in ammollo per qualche minuto nel rum. Versate il tutto sul caramello freddo e cuocete a bagnomaria in forno preriscaldato a 180 gradi per circa un’ora. Per controllare se il budín è cotto, potete fare la prova dello stecchino: se esce umido, ma pulito, vuol dire che è pronto. Lasciate che il budín arrivi a temperatura ambiente, prima di toglierlo dallo stampo. Conservatelo in frigorifero. Si mangia freddo.

 

NOTE:

Quando preparate il caramello, attenzione a non bruciarlo. Non appena vedete che tutto lo zucchero è diventato dorato e si è sciolto, spegnete il fuoco, altrimenti il caramello diventerà amaro. Oltre alle noci ed all’uvetta passa, potete aggiungere fragole, mirtilli, nocciole, scaglie di cioccolata. Esperimentate con quello che vi ispira. Se fate fatica a togliere il budín, bagnate la parte inferiore dello stampo con dell’acqua tiepida. Accompagnato dal nostro dolce tipico, il Dulce de leche è ancora più buono. L’abbinamento è veramente perfetto.

 

 

…EAT VOILÀ

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