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I MIEI NATALI SANNO DI ZENZERO E CANNELLA




I MIEI NATALI SANNO DI ZENZERO E CANNELLA

Ricordo i miei Natali a Buenos Aires quando con mia mamma si preparavano i biscotti da dare ad amici, parenti e conoscenti: uno al fruttivendolo che “l’altro giorno mi ha dato delle fragole buonissime”, uno anche al dottore Pedro che “mi ha visitato senza appuntamento”, ai nostri vicini di casa “mi hanno detto che Javier ha perso il lavoro, a loro il pacchetto glielo diamo doppio”, perché mia mamma era così, la persona più generosa che io abbia mai conosciuto.

Incominciavamo una ventina di giorni prima. Andavamo in un negozio che si trovava al di là della via del treno, una specie di grossista che vendeva solo attrezzi e ingredienti per pasticceria. Ricordo come se fosse oggi il meraviglioso profumo di cioccolata e cannella che ti dava il benvenuto. Io guardavo attonita tutti quegli scaffali e scatole in legno che, dal pavimento fino al soffitto, custodivano così tante meraviglie. Compravamo chili e chili di burro, cocco, zucchero a velo, muscovado e di canna, farine di diversi tipi, cioccolata bianca, al latte e fondente, vanillina, confettini e decori vari per biscotti, dozzine di uova, lievito, frutta secca, zenzero, cannella, chiodi di garofano e che più ne ha, più ne metta. Tornate a casa, la prima cosa che facevamo era preparare un primo impasto così, mentre riposava in frigo, sistemavamo tutta la spesa nella nostra grande dispensa di legno che mio papà aveva ricavato sotto le scale. Incominciavano quindi le infornate, una, due, venti, quaranta al giorno e man mano che i biscotti venivano pronti li sistemavamo in uno studio con un ventilatore accesso tutto il giorno. A dicembre a Buenos Aires spesso si arriva ai 40 gradi con altissimi tassi di umidità, quindi avere il forno accesso era proprio da eroi e conservare i biscotti in buono stato, da veri esperti. Passavamo ore e ore in piedi, con musica ad alto volume e raccontandoci tutto quello che ci passava per la testa. Tra un impasto e l’altro, per riposarci e ricaricarci un po’, facevamo qualche salto in piscina o ci prendevamo una granita di caffè con qualche amico che passava a salutarci e, sapendo che la nostra casa diventava una vera e propria pasticceria in quei giorni, approfittava per assaggiare qualche biscotto o s’infilava il grembiule insieme a noi. Non mancavano mai le anime pie che ci portavano del gelato o invitavano tutta la famiglia a cena per darci un po’ di tregua in cucina. Ne facevamo di tutti i tipi: al burro, al cocco, alle nocciole, alla vaniglia, al cioccolato, al limone, con tantissime forme e decorazioni diverse. I biscotti di zenzero e cannella erano i primi, perché più passano i giorni e più buoni diventano. Una volta finite le sfornate, incominciava il processo di decorazione, tutto un’arte che mia mamma eseguiva egregiamente. Io preparavo la glassa, passavo gli ingredienti, sceglievo gli abbinamenti e lavavo gli attrezzi, lei era la vera artista. Toccava ora all’impacchettamento dei biscotti che avveniva in sacchettini trasparenti o scatole di legno che decoravamo con motivi e colori natalizi. Posizionavamo una vecchia bilancia al centro del nostro enorme tavolo in legno e sistemavamo attorno tutti i biscotti divisi per categorie in vassoi, scatole, cesti e qualsiasi altro oggetto che potesse diventare per noi un contenitore valido per alimenti per quei giorni di abbondanza. La pesata era anche un momento fondamentale di riflessione, perché la quantità da regalare dipendeva da molti fattori quali la profondità della relazione, la costituzione del nucleo famigliare dell’omaggiato, la sua situazione economica, lo stato emotivo che stava passando e, comunque sia, alla fine di tutte queste considerazioni, a tutti veniva regalato chiaramente più in eccesso che in difetto. Ultimo passaggio era la consegna. C’era chi passava da casa sapendo già che avrebbero avuto il proprio bottino e c’era chi preferiva aspettarci da loro per graziarci con tanto di complimenti, regali e merende succulente.

Io non so se questa sia la miglior ricetta di biscotti di zenzero e cannella, ma è sicuramente la migliore per me e non la cambierei per nulla al mondo. Tra tutti i biscotti che io conosco, che sappia fare o che abbia mangiato, sono questi in assoluto i miei preferiti. I miei tre figli li adorano, ne mangerebbero a centinaia, come me, a volte penso che avendone mangiati io così tanti, ma così tanti, un po’ di zenzero e cannella scorre anche nelle loro vene.

Oggi i miei Natali sono diversi, non faccio più salti in piscina, né prendo granite al caffè per rinfrescarmi, ma mi siedo accanto al fuoco e preparo cappucci e cioccolata calda in buona compagnia…

Oggi i miei Natali sono diversi, perché insieme alla gioia dell’amore che mi circonda, tra un impasto e l’altro, sento una fitta al cuore…

Oggi i miei Natali non sono poi così diversi, continuo a preparare biscotti da dare ad amici, parenti e conoscenti, con tutto l’amore di una volta e nel calore di una casa che sa sempre di famiglia.

 

Per i biscotti:

200 gr di burro

1 tazza di zucchero

1 uovo

1 tazza di miele (io uso acacia o millefiori)

2 cucchiai di aceto di mele

½ cucchiaino di sale

2 cucchiaini di zenzero

1 cucchiaino di chiodi di garofano

2 cucchiaini di cannella

6 tazze di farina

1 ½ cucchiaino di bicarbonato

Per la Glassa (se volete decorarli):

1 albume

200 gr di zucchero a velo

1 pizzico di sale

( coloranti naturali )

 

In una ciotola sbattete il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere una crema.

Aggiungete l’uovo, il miele e l’aceto e sbattete fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti.

In un contenitore a parte, setacciate tutte le farine, ovvero: lo zenzero, la cannella, i chiodi di garofano, il bicarbonato, la farina e il sale. Mescolate e aggiungete piano piano al resto degli ingredienti mescolando continuamente con lo sbattitore finché ve lo consentirà. Dopo passate ad amalgamare con una forchetta oppure direttamente con le mani.

Formate quindi una palla (se fate fatica, prendete porzioni minori di composto e formate diverse palle più piccole che poi andrete ad unire, fino a formarne una sola), copritela con della pellicola e mettetela in frigorifero per almeno 1 ora.

Passato questo tempo, prendete l’impasto e poggiatelo su una spianatoia infarinata e con un mattarello stendete una sfoglia dello spessore di ½ centimetro circa.

Scegliete dei tagliapasta con le forme che più vi piacciono e ricavate i biscotti che poi andrete a posizionare su una placca da forno rivestita di carta forno, avendo cura di lasciare un po’ di distanza tra un biscotto e l’altro.

Infornateli quindi in forno preriscaldato a 180° e cuoceteli per circa 12 minuti ( in funzione della misura dei biscotti, il tempo di cottura sarà maggiore o minore ) o fino a che saranno dorati.

Lasciateli raffreddare completamente prima di sollevarli dalla teglia perché, se caldi, sono molto delicati.

Nel frattempo, se volete decorare i biscotti, preparate la glassa montando a neve ferma l’albume con un pizzico di sale, e aggiungendo, sempre sbattendo, lo zucchero a velo. Mescolate fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Se preferite dare un colore alla vostra glassa, dividete il composto in ciotole diverse, aggiungete ad ognuna di esse un colorante a scelta e mescolate. Poi mettete la glassa in una sac à poche e…

 

… EAT VOILÀ

NOTE:

Sarebbe meglio preparare questi biscotti qualche giorno prima di essere consumati. Appena cotti potrebbero essere un po’ duri, quindi più giorni passano e più saporiti e morbidi diventano.

Un’alternativa più semplice alla glassa reale è la glassa di zucchero che si prepara sciogliendo lo zucchero a velo con un po’ d’acqua e/o qualche goccia di limone, circa 80 gr di zucchero per 2 o 3 cucchiai d’acqua.

Questi biscotti, in contenitori adeguati, si conservano benissimo anche per un mese.

FOTO https://www.instagram.com/still_lari/ 

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