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NOVEMBRE




NOVEMBRE

 

Mia nonna portava sempre grembiuli a fiori, con grandi tasche e bordini all’uncinetto. Dentro quello spazio, posto poco sotto il cuore, infilava fiammiferi da cucina, un tovagliolo con le iniziali ricamate del nonno, un rossetto e un foglio piegato con scritti i numeri di telefono più importanti. Spesso, dopo aver cucinato, strofinava le mani su quel cotone di fiori e sollevava una nuvola di farina per tutta la stanza. Spesso, dopo pranzo, si metteva sulla sua poltrona di pelle marrone e, con un cocker nero di velluto e baci, appoggiato sul grembo, sorseggiava caffè in tazzine di porcellana bianca. In quella casa di pietra, affacciata sul mare, con la porta aperta verso i caruggi, c’era sempre odore di buono. Da bambina mangiavo poco, talmente poco che per i miei era diventato un problema; mia madre, utilizzando un dativo etico latino, diceva sempre “Non mi mangia!” e, contraria agli alimenti confezionati, ogni sera dopo lavoro, inventava mille piatti per farmi buttare giù qualcosa. Poi però c’era la nonna che di nascosto mi comprava i Bucaneve e i Pan di Stelle e allora alla fine, qualcosina mangiavo anche io. La domenica, rannicchiata sulla mia sedia con tre cuscini in più per far sì che arrivassi al tavolo, la guardavo preparare la pasta fresca, il coniglio alla ligure e le verdure ripiene, e mentre assaggiava le cose mettendole sulla punta della lingua per sentire se “andavano bene di sale”, sventolava il cucchiaio e diceva “Ah! Quello che non succede in una vita, accade in un solo giorno”. Imparai così che le cose belle arrivano all’improvviso, quando non le cerchi, quando non le aspetti e quando è il loro momento. Così, mentre si accavallano giornate e mesi tutti uguali, così mentre la vita passa, arriva sempre un momento in cui si concentrano così tante cose e così tanti cambiamenti, che tutto sembra aver trovato un senso, o quasi. Mingherlina lo sono sempre, ma ad oggi mangio di tutto. La mia sedia adesso ha un solo cuscino, ho avuto un altro, e poi un altro ancora musino di velluto e baci, ho anch’io grembiuli a fiori, più di un rossetto sparso qua e là e fogli pieni di parole nelle tasche. Mia nonna non c’è più da molto tempo, ma è con me ogni volta che guardo le stelle o quando cucino per qualcuno che amo. Allora, assaggio il ripieno delle verdure, arriccio la lingua, sventolo il cucchiaio e dico“Ah! Quello che non succede in una vita, accade in un solo giorno”. Questi mesi estivi, sono stati pieni di luce: momenti propedeutici a Novembre. Mesi che sono serviti per fare accadere non una, ma tante cose, in un solo periodo. Novembre è il mio mese.

 

Testo di Serena Ferrari https://www.facebook.com/serena.ferrari.144?ref=br_rs

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